L’Unione Europea definisce con l’espressione "Terzo Sistema" una realtà che nasce e si sviluppa tra i due "grandi mondi", lo Stato e il Mercato, riuscendo così a ritagliarsi un ruolo sociale ben definito, capace di apportare un interessante contributo. Da tempo, le istituzioni comunitarie hanno volto, in maniera più esplicita e operativa, il proprio interesse verso le problematiche relative allo sviluppo locale dell'occupazione, supportato dal sorgere di sempre più numerosi enti e organismi no profit.
A questa categoria "[...] appartengono tutte le organizzazioni che pur operando nei più svariati ambiti del sociale e del civile, [...], hanno in comune la caratteristica o vincolo di non distribuzione di eventuali utili ai propri soci. [...] tali organizzazioni sono anche definite "senza scopo di lucro". [...] Il settore non profit o no profit è chiamato anche Terzo Settore per distinguerlo dal Primo Settore rappresentato dallo Stato e in contrapposizione al Secondo Settore rappresentato dalle società commerciali, quelle for profit. Al settore non profit appartengono Associazioni di volontariato e di promozione sociale, Fondazioni, Comitati, Cooperative sociali e Organizzazioni Non Governative." (cfr. "Glossario" su www.tesionline.it )
In questo contesto, è emersa la necessità di redigere il Libro bianco sulla crescita, la competitività e l'occupazione nel quale si mettono in luce nuove risorse di posti di lavoro che rappresentano al contempo un'offerta di nuovi beni e servizi e la garanzia di una migliore qualità di vita per tutti, contribuendo a lottare contro la disoccupazione.
La realtà, che il terzo settore crea intorno a sé, risente delle caratteristiche insite nel tessuto socio-economico nel quale si sviluppa; al riguardo, si potrebbe indicare l’Italia come uno degli Stati Membri nel quale solo "recentemente" ha iniziato a svilupparsi e a produrre risultati questa tipologia di organizzazioni.
Le caratteristiche che permettono di delineare il profilo delle organizzazioni appartenenti al terzo sistema, possono essere schematizzate secondo le seguenti attività:
- perseguono obiettivi economici, sociali e d’interesse collettivo;
- fissano limiti all’appropriazione privata e individuale degli utili;
- lavorano per e con la popolazione locale o gruppi di persone che condividono interessi comuni;
- godono di un’autonomia gestionale e tendono ad associare alla propria linea di condotta i propri dipendenti, collaboratori volontari e utenti.
Il termine Terzo Settore abbraccia, quindi, un’ampia gamma di tipologia associative oltre che ambiti di sviluppo, legati direttamente o meno, al sociale.
È in quest’ottica che l’iniziativa comunitaria EQUAL propone azioni "innovative" che siano a vantaggio di un target group che vive quotidianamente a contatto col disagio socio-economico. |